• El Pavelló | Mies van der Rohe

K-NOW #5
VAN DER ROHE PAVILION

Icona intramontabile del razionalismo mondiale

Nel 1929 l’Europa si era lasciata alle spalle la distruzione del primo conflitto mondiale e viveva tra il ricordo ormai sbiadito della Belle Époque e le magnifiche sorti e progressive del mondo moderno, ignara di quello che di lì a dieci anni sarebbe successo.
In quest’atmosfera, a Barcellona, viene organizzata l’Esposizione Internazionale, nella quale i Paesi europei e mondiali avrebbero messo in mostra quanto di meglio avessero da offrire. Tra questi, la Germania, uscita sconfitta e impoverita dalla Prima Guerra Mondiale, desiderava mostrare al mondo che stava non solo rimettendosi in piedi, ma che ambiva a un ruolo di primo piano sulla scena internazionale. Il progetto per il padiglione tedesco venne affidato a Ludwig Mies van der Rohe che, insieme a Lilly Reich, progetta un’opera che cambierà per sempre l’arte moderna.
El Pavelló | Mies van der Rohe El Pavelló | Mies van der Rohe El Pavelló | Mies van der RoheTravertino, marmo verde, onice dorato, acciaio, vetro, acqua. Con questi materiali viene costruito un ambiente aperto e fluido, senza pianta fissa, mutevole, elegante. Sin dall’inizio destinato a restare in piedi solo per il tempo dell’Esposizione, la sua sorte viene decretata soprattutto dalla mancanza di fondi e dai metodi costruttivi inadeguati. Il padiglione tedesco, meglio conosciuto come padiglione Barcellona, resta in piedi poco più di sei mesi, dal maggio del ’29 all’inizio del ’30.
El Pavelló | Mies van der Rohe El Pavelló | Mies van der Rohe El Pavelló | Mies van der RohePassano gli anni, i decenni, altre tragedie e distruzioni, e all’inizio degli anni ‘80 si decide che il capolavoro di Mies van der Rohe, pietra miliare ed effimera dell’architettura novecentesca, merita, anzi deve essere ricostruito.
Così, nel 1986, dopo tre anni di lavori, El Pavelló è completato nel sito originario, a Montjuïc. Oggi è sede di una Fondazione che si occupa di promuovere l’architettura contemporanea e la riflessione sulla progettazione urbana. Ospita tutto l’anno installazioni, mostre, conferenze, workshop e premi, tra i quali il Mies van der Rohe Award, uno dei più prestigiosi a livello europeo che riguardano l’architettura contemporanea.

―Un ambiente aperto, fluido, mutevole, elegante

La scommessa vinta della ricostruzione del Pavilló è giocata sull’immortalità dei classici e sulla loro capacità di fecondare positivamente le idee del presente, in una città che è uno degli esempi dell’eterno divenire.
El Pavelló | Mies van der Rohe
Oltre al padiglione, resta di quella Expo del ’29 anche la seduta progettata sempre da Mies van der Rohe e Reich, la mitica seggiola Barcellona, acciaio e pelle bianca, in produzione da oltre cinquant’anni e icona intramontabile del razionalismo. Padiglione e sedia, come due messaggi spediti in bottiglia quasi un secolo fa, hanno attraversato il Novecento intatti, e ancora oggi raccontano al mondo la favola dell’eleganza e del genio.

Federico Flamminio
Photo Elisa Imperi (www.itm.srl)