• Barcellona

K-NOW #5
BARCELONA

Més que una ciudad

“Barcellona, un orizzonte così incantevole, Barcellona come un gioiello al sole” (Freddie Mercury).
Dinamica, giovane, vibrante, bizzarra: la più grande città “non capitale” d’Europa, densità 16mila persone per chilometro quadrato, una lingua propria, il catalano, la più parlata lingua non nazionale d’Europa. Barcellona è in costante trasformazione, ricca di gallerie, musei, eventi culturali e locali, da sempre emblema dell’ir de fiesta spagnolo.

Barcellona

Vista dall’alto della città con al centro la Sagrada Familia e sulla destra, in fondo, le Trés Xemeneies

Barcellona

Lavori di fronte al Disseny HUB

Barcellona

Un accampamento di manifestanti nel Barrìo Gotico

“Mi piace il trampolino creativo che è diventata Barcellona, l’ho capito vivendo nel Regno Unito. Quando dicevo di essere spagnolo, tutti mi chiedevano se fossi di Barcellona” (Ricardo Cavolo, illustratore). Un mix latino/cosmopolita super cool: la modernità di architettura e design perfettamente armonizzate alla tradizione delle botteghe di artisti e commercianti storici: “È la città di tutti quelli che amano lo sforzo, il lavoro, la creazione e, discretamente, la bella vita” (Valentí Gómez i Oliver, poeta).

Da sempre avanguardista, dal punto di vista urbanistico è presa a esempio per la gestione di traffico e pedonalizzazione: Barcellona da anni non è più dominata dalle auto, ha ampi spazi pubblici per ciclisti e pedoni con l’obiettivo di diventare una grande città le cui strade non sono destinate alle auto e la maggior parte dei suoi abitanti non ne possiede una. Definita tra le più bike friendly d’Europa, vanta 118 km di piste ciclabili e un innovativo sistema di bike sharing. Il 10% del suo territorio è costituito da parchi e verde pubblico (con un trend in aumento di circa 10 ettari l’anno). Una città civilmente ed eticamente all’avanguardia, a Barcellona e in tutta la Catalogna le corride sono vietate dal 2010 ed è tra le prime metropoli al mondo per consumo di cannabis legale (regolamentata all’interno di Asociaciones Cannabicos, circoli dove ai residenti è consentito di acquistare e consumare hashish e marijuana).

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Spiaggia tra l’area Forum e le Trés Xemeneies

Barcellona

Murales con slogan anti-turismo di massa nel Barrìo Gotico

Barcellona

Torre Telefonica di Santiago Calatrava a Montjuic

Affacciata sul mare, tuttavia fino al 1992, anno delle Olimpiadi, aveva coste invase da fabbriche e capannoni. Un trend invertito totalmente in pochi anni: le industrie trasferite in altre aree, il lungomare pedonalizzato e riqualificato con strutture turistiche e commerciali.

Con queste premesse, tutte le bellezze d’arte e paesaggistiche che può vantare, l’ascesa economica degli ultimi anni, è semplice comprendere quanto sia sempre più assaltata dal turismo: con 1,6 milioni di abitanti, Barcellona nel 2016 ha ospitato 32 milioni di turisti. Troppi per gli abitanti, che se ne lamentano, tanto da indurre la municipalità cittadina ad approvare un piano che ne tenti progressivamente una riduzione (il PEUAT, piano urbano speciale per la ricettività turistica, che fra le altre cose ostacola l’apertura di nuovi alberghi nel centro città). L’aumento spropositato del turismo degli ultimi anni ha portato sì vantaggi economici, ma anche agevolato speculazioni immobiliari, in particolare attraverso piattaforme ricettive come Airbnb. “Quinta città europea per numero di pernottamenti dopo Londra, Parigi, Berlino e Roma, città però che hanno una popolazione molto più numerosa – scrive il Financial Times -. Una stanza per due persone a Barcellona frutta in media, secondo dati Airbnb, 289 euro alla settimana, 1.156 euro al mese. La paga media per un under 25 è 986 euro lordi al mese”.

Come molte altre città europee, quindi, la scommessa dei prossimi anni è attuare un trend di crescita maggiormente sostenibile, che non ne snaturi le secolari tradizioni, ma tenda a riposizionarla come ospitale polo di attrattiva culturale perfettamente integrato alle abitudini e l’alta qualità della vita dei suoi abitanti.

Alessandro Di Giacomo
Photo Elisa Imperi (www.itm.srl)

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