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Moda
Gucci Orgasmique

Un amore perverso, la moda, strumento di liberazione dal controllo

La sfilata più attesa della Fashion Week milanese ha di nuovo sorpreso per un colpo di teatro fatto da colui che alla teatralità e allo spettacolo dovrebbe ormai averci abituato. In un set ipertecnologico, freddissimo, bianco ottico, con quattro passerelle tapis roulant verde acqua, la sfilata di Alessandro Michele per Gucci è stata aperta da 21 modelli e modelle in total white con outfit tra la camicia di forza e la tuta da lavoro, fermi, immobili e per la maggior parte a piedi nudi, trasportati dal nastro.Gucci Orgasmique Gucci OrgasmiqueGucci OrgasmiqueBlackout, rumore di corto circuito, e, con il ritorno della luce, la vera sfilata. Una vera e propria dichiarazione, quella con cui Michele ha voluto aprire la collezione Primavera/Estate, esplicitata sulla pagina Instagram del brand: 21 outfit (che non saranno in vendita) come simbolo del potere di controllo della società per eliminare l’espressione individuale, attraverso norme sociali imposte che classificano e frenano l’identità personale. L’antidoto Gucci è una collezione che invita le persone ad esplorare le infinite possibilità dell’individuo, a coltivare la bellezza, a rendere sacrosanta la diversità e celebrare l’espressione di sé.
Gucci Orgasmique Gucci Orgasmique Gucci Orgasmique Gucci OrgasmiquePassando dalla filosofia alla moda, la collezione presenta ancora gli stilemi tipici di Michele, ma in un certo modo mantiene il suo estro diminuendo un po’ il livello di stravaganza. In un’assoluta fluidità di genere, in cui modelle e modelli si mescolano senza che spesso se ne possa indovinare il sesso, sono rimaste le linee sartoriali essenzialmente anni ‘70 così care allo stilista (che spesso strizza l’occhio anche alla loro reinterpretazione degli anni ‘90 firmata Tom Ford), ma sono drasticamente diminuiti gli accessori, i volant, le paillettes, e tutti gli orpelli delle scorse collezioni, dando vita a linee e abbinamenti che potremmo definire più “sobri”, rimanendo sempre nell’universo onirico disegnato dal loro creatore. Inoltre, per la prima volta fa capolino il sesso: nei frustini con cui sfilano molte modelle, nelle scollature e negli spacchi audaci, nei chocker e nei guanti in lattice spesso dotati di cartuccera per rossetto, e, dichiaratissimo nelle etichette “Gucci Orgasmique” su polsi delle giacche e sugli orli dei pantaloni, sulle borse o sui giubbotti. Prossimi must-have della stagione, gli enormi occhiali da sole esagonali con altrettanto enorme catenella, e le nuove slipper che perdono la pelliccia ma acquistano la punta e una catenella, assieme al più classico morsetto.
Gucci Orgasmique Gucci Orgasmique Gucci OrgasmiqueL’altro tema molto caro allo stilista ed esplicitato anche nella sfilata, è quello della sostenibilità della moda, che ha visto la maison impegnatissima nella neutralizzazione dell’impronta ecologica e che qui è stato rappresentato da un set a norma ISO 20121 (uno standard internazionale che tiene conto della sostenibilità ambientale, sociale ed economica di un evento) in cui il 70% dei materiali erano riciclati e riutilizzati, l’illuminazione esclusivamente a led, la carta dell’invito FSC ed era bandita la plastica monouso. Il futuro è sempre qui.

Valentina Monti
Tutte le foto, facebook.com/gucci
26/9/2019