• Triennale Milano

K-NOW #4
TRIENNALE MILANO

Becoming the future

Museo, cioè “luogo sacro alle muse”: le nove dee protettrici delle arti e delle scienze. Fondata come istituzione culturale per promuovere il rapporto tra arte applicata, industria e società, riunendo diversi linguaggi della cultura e della creatività contemporanea (architettura, design, arti visive, fotografia, moda, performance, teatro, musica), la Triennale di Milano è forse uno dei pochi musei al mondo che può davvero fregiarsi di tale titolo, proprio perché non dedicato solo a una delle nove Muse.

Triennale Milano

Cubicle 2 (particolare), 2019, di Formafantasma; scrivania in vernice iridescente per auto su CNC fresato, alluminio piegato e acciaio inox, involucro in alluminio di un computer portatile (foto Gianluca Di Ioia)

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Reliquaires, 2018, di Paola Bay e Paolo Bruni; alluminio, plexiglass, esemplari di animali,
piante, terra e acqua raccolti in Europa, Asia, Africa, Americhe e oceani, cm 170 x 37 x 340

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Mars, 2013, di Alex Goad; ceramica, cemento marino, acciaio (foto Gianluca Di Ioia)

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Particolare dell’allestimento della mostra Broken Nature (foto Gianluca Di Ioia)

Fondata nel 1923 a Monza e spostatasi nell’attuale sede del Palazzo dell’Arte a Milano nel 1933, la Triennale è divenuta un nuovo modello europeo di spazio espositivo. Centro di una sperimentazione che mescola cultura, architettura e design, attingendo a ogni tipo di linguaggio culturale, per divenire laboratorio in cui le arti applicate e l’industria si sono impegnate in un confronto attivo, la Triennale ha portato il design a uscire dagli studi di progettazione ed entrare negli oggetti di tutti i giorni prima, e nel tessuto urbano poi; alla base, un’idea di qualità diffusa della vita, sia pubblica che domestica.

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Francesco Estini, Debora Ricupero e Gianni Rizzi, acconciatori partecipanti al progetto
Kemon HUB, in visita alla mostra Broken Nature, insieme a una guida del Museo

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L’ingresso della mostra Broken Nature

Il piano terra del Palazzo dell’Arte ospita il Museo del Design Italiano, che espone circa 200 iconici pezzi (parte dei 1.600 della Collezione Triennale) che rappresentano la rivoluzione nei codici estetici e nell’uso dei materiali che, dal 1946 al 1981 ha attraversato la progettazione di oggetti di uso comune, modificandone materiali, design e a volte anche funzione.

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Un particolare dell’allestimento (foto Gianluca Di Ioia)

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The Great Animal Orchestra, 2016, di Bernie Krause e United Visual Artists;
installazione sonora e video 98 min., comprendente un film di Raymond Depardon
e Claudine Nougaret. Creata per iniziativa della Foundation Cartier pour l’art contemporain, Parigi

Un allestimento minimalista mette in evidenza gli oggetti e i materiali (fotografie, campagne pubblicitarie, packaging originali) che ne hanno accompagnato la nascita e commercializzazione.

―Art for all, all for Art

Ma la Triennale continua anche con le mostre tematiche temporanee per cui era nata, e quella appena inaugurata si chiama Broken Nature: Design Takes on Human Survival. Partendo dal concetto di “design ricostituente”, l’obiettivo è interrogarsi sui legami che uniscono gli uomini all’ambiente naturale e che nel corso degli anni sono stati profondamente compromessi, se non completamente distrutti. L’intento è quello di riportare il design al centro della riflessione sul futuro, cercando di comprendere il mondo interconnesso in cui viviamo, incoraggiando ad adottare prospettive di lungo termine e suggerendo ai visitatori strategie per ricostituire il nostro legame con la natura.

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La grande stanza interamente ricoperta di specchi (foto Gianluca Di Ioia)

Ispirandosi all’essenza del progetto di unione fra diverse discipline, per cui Triennale è stata fondata quasi 100 anni fa, Broken Nature celebra il potere rivoluzionario dell’immaginazione e dell’inventiva, per restituire alla sfera naturale quanto in questi secoli, e in particolare negli ultimi decenni, le è stato sottratto.

Valentina Monti / Photo itm.srl x Kemon