Arte
Afro trends

Kirsten Goss Jewellery / kirstengoss.com

Nata in Sud Africa ma con un avvio di carriera londinese, studi economici diventati poi una laurea in oreficeria e design di gioielli perché “era la cosa più strana che potessi fare che avesse anche un lato accademico”, ma sempre divisa fra la sua anima matematica e quella creativa: Kirsten Goss è una designer che ha saputo trasformare le proprie ambivalenze in un valore aggiunto.

Kirsten Goss Jewellery / kirstengoss.com | Photo Mark David Alunni

Trasferitasi a Londra dopo gli studi, lavora due anni nella City prima di riavvicinarsi al mondo del design passando a Erikson Beamon: gioielli sì, ma con un’anima molto commerciale e mondana. Nel 2002, sentendosi pronta al salto, fonda il suo marchio Kirsten Goss London, prima di “tornare a casa” nel 2005.

Kirsten Goss Jewellery / kirstengoss.com | Photo Mark David Alunni

Da allora i negozi sono diventati 5 (Londra, Johannesburg, Durban, Cape Town), uno dei suoi anelli ha vinto il premio “most beautiful object in South Africa” nel 2012, ha incontrato due volte la Regina Elisabetta d’Inghilterra ed è diventata una delle designer più considerate del suo paese. Il suo ultimo negozio si trova a Cape Town nel V&A Waterfront vicinissimo al tempio del design di tendenza che è diventato lo Zeitz MOCAA, ed è uno spazio originalissimo, futuristico e sofisticato con un’esposizione intercambiabile e innovativi sistemi illuminanti, che è impossibile non notare.

Kirsten Goss Jewellery / kirstengoss.com | Photo Mark David Alunni

La sua estetica è assolutamente riconoscibile, anche se sfugge alle definizioni rigide: è pulita, con linee quasi scandinave ma con un uso audace di pietre dure e colori accesi che rispecchiano le sue radici africane, e mostra una passione per la sperimentazione di forme e consistenze che ne è ulteriore tratto distintivo. Kirsten Goss è la rappresentante di uno stile contemporaneo, colorato, con linee dai richiami alla natura ma che mostra sempre e comunque un lato giocoso. E quell’occhio commerciale che le ha permesso di portare il suo brand oltre i sogni iniziali.

Valentina Monti
Photo Mark David Alunni