Moda
Le maschere di Gucci

La sfilata di oggi a Milano in un’estrema tensione unisex

L’invito per la sfilata Gucci FW19 di Alessandro Michele già raccontava parte dell’ispirazione della collezione: in una cassa di legno da scavo archeologico, marchiata in greco antico, una maschera in cartapesta di Ermafrodito, figlio di Ermes e Afrodite (da cui il nome composito), essere con due sessi e simbolo di androginia. Pochi sono infatti i look chiaramente destinati all’uno o all’altro sesso, in un’estrema tensione all’unisex che è cresciuta sempre più nelle sue collezioni.Le Maschere di Gucci | FW19 Le Maschere di Gucci | FW19

All’interno del Gucci HUB, il mondo composito e onirico di Alessandro Michele si ripropone in una passerella lunga 100 metri e costeggiata da un muro con oltre 120.000 led, in cui sfilano uomini e donne vestiti da volumi molto consistenti, con il volto a volte segnato da lacrime in gel solidificato, ma spesso coperto da una maschera semplicissima o lavoratissima, o adornata dalle borchie acuminate che sono elemento decorativo di collane, collari, bretelle, strisce portate quasi come bandoliere, con un forte richiamo gothic/punk che spesso vira nel fetish. Il sapore anni ’70 di molti look, fatto di tessuti, fantasie e linee seventies, viene inquinato da pantaloni chiusi alle caviglie da polsini o nastri, singoli pezzi che ricordano i classici costumi di Carnevale dei bambini dell’epoca (anche un vestito-arlecchino) e tocchi sportivi che vanno oltre le classiche sneakers incorporando ginocchiere da pallavolo e parastinchi metallici. Le Maschere di Gucci | FW19 Le Maschere di Gucci | FW19 Le Maschere di Gucci | FW19 Le Maschere di Gucci | FW19 Le Maschere di Gucci | FW19 Le Maschere di Gucci | FW19 Le Maschere di Gucci | FW19

L’apparente “confusione” dello stile Gucci, come sempre disseminato di citazioni culturalmente molto elevate e variegate, include un pezzo che ha attirato l’attenzione di molti: un orecchino dorato che copre tutto il padiglione auricolare, indossato da molti modelli e modelle. Omaggio all’opera “Fashion Fiction #1” dell’artista argentino Eduardo Costa (immortalato su una giovanissima Marisa Berenson da Richard Avedon per Vogue nel 1968), sarà sicuramente uno dei best seller della stagione.

Valentina Monti
Tutte le foto, gallery facebook.com/GUCCI
20/2/2019