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Arte
Altamont 1969 e la fine del sogno hippie

In mostra a Bologna le foto di Bill Owens, unica testimonianza dello storico, drammatico concerto dei Rolling Stones

ONO Arte Contemporanea, galleria bolognese attenta alle arti visive contemporanee, presenterà il prossimo 31 gennaio “Bill Owens / Altamont 1969. La fine del sogno Hippie”, le uniche foto dell’omonimo festival rock che segnò indelebilmente la fine degli anni ‘60.

Quando il 6 dicembre del 1969 Alan Passaro, un Hell’s Angels pagato in birra per assicurare la sicurezza al concerto dei Rolling Stones durante il Festival, uccide Meredith Hunter si chiude il sipario sugli anni ‘60, sulla Summer of Love e sul movimento Hippie.

I Sixties contrassegnati dallo slogan “Peace & Love” avrebbero lasciato spazio nei mesi successivi ad una stagione di scontri e violenze nei paesi occidentali. I cosiddetti “Anni di Piombo” avrebbero portato nuovi scontri nelle piazze nonché un’esacerbazione del conflitto tra sinistra e destra.

 

I Rolling Stones, reduci da un lungo tour negli Stati Uniti volevano un buon finale per il documentario “Gimme Shelter” che i Meysles Brothers stavano girando seguendoli passo passo in quel periodo e nulla sembrava migliore di un festival che si preannunciava come la Woodstock della West Coast. L’unico giorno dell’Altamont Speedway Free Festival in California, è tutto nelle oniriche fotografie scattate dal fotografo americano Bill Owens.

Owens non era l’unico fotografo presente al festival ma, dopo il pestaggio di Hunter gli Hell’s Angels requisiranno tutte le macchine fotografiche e i rullini in circolazione. Fotoreporter all’epoca per il Livermore Newspaper e per l’agenzia AP, fu l’unico a riuscire a nascondere la sua attrezzatura e a testimoniare al mondo gli avvenimenti di quei giorni e con essi che gli anni ’60, e in parte del sogno americano, erano davvero finiti quel 6 dicembre.

Una serie di scatti unici che raccontano il mondo dei leggendari festival di quegli anni fatto di giovani, libertà di costumi, droga, alcol, musica e proteste contro la guerra. Almeno fino alla morte del ragazzo di colore ucciso dalla sicurezza che era in realtà composta da una gang di motociclisti. Furono 4 i morti ad Altamont ma solo Hunter fu ucciso dagli Hell’s Angel che, ubriachi e nervosi, infierirono anche su alcuni musicisti.

Le lunghe carovane per arrivare allo speedway, il pubblico, il palco, i musicisti, gli Hell’s Angels, i rituali degli anni ‘60 vengono immortalati dalla macchina fotografica di Bill Owens in una serie di scatti mai come in questo indelebili. Come disse Keith Richards, una cosa del genere non poteva che accadere agli Stones, i quali non sarebbero stati mai più gli stessi, come si può vedere anche in “Gimme Shelter”. Gli Hippie avrebbero dismesso gli abiti psichedelici e colorati mentre il mondo cambiava per sempre. Bill Owens era lì a testimoniarlo.

Elisa Imperi
20/11/2018

Tutte le foto, courtesy © Ono Arte Contemporanea