• square   Jean Michel Basquiat Untitled

Arte
Jean-Michel Basquiat vs. Egon Schiele

Due artisti maledetti a confronto nella magnifica mostra della Fondation Louis Vuitton di Parigi

Cose che uniscono Schiele e Basquiat: entrambi hanno avuto una formazione accademica molto breve, combattuto per la causa degli artisti neri e scritto poemi (Basquiat soprattutto sui muri). Sia Schiele che Basquiat sono morti giovani (uno a 28 anni per una febbre spagnola, l’altro a 27 di overdose) e sono diventati nell’arco di poco tempo due leggende. Entrambi hanno usato la l’arte per dipingere le loro angosce. Scrive Philippe Dagen su Le Monde: “Schiele esprime quanto si senta prigioniero della società dell’impero austro-ungarico all’inizio del ventesimo secolo, delle proibizioni, delle ipocrisie: il vincolo esercitato sui corpi femminili e maschili e sui desideri che li animano. Desideri preoccupanti, impulsi pericolosi a volte? È certo, ma per disegnare la verità dell’intimo, è necessario che Schiele la dipinga per intero, a rischio di censura e prigione”.

Jean-Michel Basquiat, sans titre, 1982. Private collection / Licensed by Artestar New York

“Autoportrait au gilet, debout” 1911, Egon Schiele © Collection Ernest Ploil / Vienne

Egon Schiele Self portrait with chinese lantern plant 1912. © Picture Leopold museum Vienne

Basquiat, nelle sue opere, “esprime quanto si senta a disagio nella società nordamericana degli anni Ottanta, ai tempi di Ronald Reagan, il presidente che prese sul serio l’Aids e non fece nulla per combattere il razzismo […]. Se ci sono così tanti riferimenti alla tratta, alla schiavitù, alla segregazione sociale ed economica nel suo lavoro, non è difficile capire il perché: basta guardare la storia di quel periodo.

Egon Schiele. Standing Famale Nude with Blue cloth, 1914. © Picture Germanisches Nationalmuseum, Nurnberg

Jean-Michel Basquiat, 1984. Fondation Luis Vuitton © Estate of Jean-Michel Basquiat

Se proietta sulla tela le parole e i segni che prima ha inciso sulle pareti, è solo per far emergere la vita quotidiana, povera e crudele, della città. Con buona pace delle gallerie e dei musei” (leggi qui Degan – le Mondequi l’intervista ai due ideatori della mostra – le Monde).

Source: anteprima.news

Alessandro Di Giacomo
3/10/2018