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Arte
MARCEL DUCHAMP / 50 anni dalla morte

“Il grande nemico dell'arte è il buon gusto” (Marcel Duchamp)

2 ottobre 1968: muore a Neuilly-sur-Seine (Francia), a 81 anni, l’artista Marcel Duchamp: “Per me è molto importante non essere instradato su alcun binario. Voglio essere libero, e voglio essere libero anzitutto verso me stesso”.

“Eccolo, il desiderio scalpitante di libertà che ha portato Marcel Duchamp (1887-1968) alla sperimentazione di un’arte dissacrante, provocatoria, eclettica, dinamica. Splendidamente scandalosa. Un desiderio imperioso di libertà che gli ha fatto attraversare a briglie sciolte cubismo, dadaismo, surrealismo col gusto sopraffino dell’ironia, dell’ambiguità, del mistero.

Da intellettuale alchimista ha giocato con gli oggetti e con il concetto di opera d’arte, trasfigurando un orinatoio in una ‘fontana’ d’autore, mettendo baffi e pizzetto alla Gioconda di Leonardo, trasformando ruote di biciclette, scolabottiglie e palette spalaneve in pezzi da museo, incalzando lo spettatore con deformazioni lessicali come quando ad una finestra senza vetri appone la didascalia ‘fresh wi(n)dow’ – tolta la ‘n’ si traduce ‘vedova di fresco’.

Non a caso, “sono gli spettatori che fanno il quadro”, ebbe a dichiarare. Non solo, ma Duchamp ha indagato molti altri campi creativi, come le illusioni ottiche, le incisioni, la falegnameria, l’impaginazione di libri e cataloghi, l’environmentscultoreo, il cinema, perfino quello “in rilievo”. E soprattutto il gioco degli scacchi, la sua passione visionaria, che asseconda dal ’46, dopo aver abbandonato la realizzazione di oggetti artistici, al ’66» (Laura Larcan, la Repubblica 16/5/2006).

Fonte: anteprima.news

Alessandro Di Giacomo
1/10/2018