K-NOW #2
BERLIN AFTER MIDNIGHT

“La più grande stravaganza culturale che si possa immaginare” (David Bowie)

“Parigi è sempre Parigi e Berlino non è mai Berlino” (Jack Lang, ex ministro della cultura francese, discutendo di quanto rapidamente cambi la città). Una scena urbana sempre diversa, una delle più grandi capitali mondiali della cultura dove nulla resta più visibile di ciò che si cerca di cancellare: “Qui gli eventi sono cicatrici sul volto della storia, ma la loro capacità evocativa è intatta” (Mattia Carzaniga, Rivista Studio). Berlino non smette mai di allargarsi e includere il più possibile. Senza un definito centro perché ne crea in continuazione di nuovi, ciò che ieri era occupato dagli squatter oggi può tranquillamente essere ritrovo per giovani famiglie.Dai dati Numbeo, database mondiale che monitora il costo della vita, Berlino infatti è una città incredibilmente alla portata di tutti: molto più economica di Londra e Milano, qui la retta dell’asilo mediamente costa 56 euro (contro i 634 di Milano), lo stipendio medio è 2.000 (a Milano 1.500).“Arm, aber sexy”, “Povera ma sexy”, la descriveva nel 2004 Klaus Wowereit, ex sindaco della città. Molto sexy. Feste, rave, elettronica. Non c’è bisogno di lusso per divertirsi. Basta un muro a trasmettere emozioni.
Paradiso per giovani artisti, designer, scrittori e musicisti, la nostra idea di “alternativo” a Berlino è considerata normalità. Pervasa da un’inesauribile energia, creatività e innovazione, soprattutto di notte, Berlino fin dai tempi della Repubblica di Weimar era considerata il paradiso dei party. Post-hipster, post-alternativa, al Berghain, tempio internazionale della musica elettronica, il weekend lungo è una tappa obbligata, ormai anche troppo mainstream.

―Qui gli eventi sono cicatrici sul volto della storia

In una città dove tutto cambia a questa velocità non è facile identificare ciò che oggi è veramente underground. Lo sono senz’altro i party organizzati da Buttons: ingresso selezionatissimo, all’entrata lo staff applica un bollino sulle fotocamere degli smartphone per assicurarsi che il pubblico rispetti la privacy di tutti. E una volta entrati si viene travolti dalle migliori selezioni musicali elettroniche di Berlino. Feste che durano dal giovedì alla domenica, senza soste, in cui la regola è l’eccesso in ogni sua forma. Qui, come in tutta la città, ogni porzione di società cerca la sua nicchia, da condividere però con tutti gli altri.
Anche oggi che i vecchi punk sono ormai padri di famiglia, gli squatter diventati social media manager, gli hipster trasformati in raffinati designer, a Berlino le differenze restano ancora un tesoro inestimabile.

Alessandro Di Giacomo
Tutte le foto, courtesy Buttons Berlin: Ema Discordant photography / discordant23.tumblr.com