• Canape Bombardi

Cultura
Ode alla canapa

Ci si può fare praticamente tutto: perché ce ne ricordiamo solo ora?

Materiale in bilico tra passato, presente e con un futuro in via di definizione, la canapa è la prima pianta da fibra a essere stata coltivata agli albori dell’agricoltura. Estremamente versatile, ha bisogno di poca acqua, cresce rapida, anche su terreni difficili che non impoverisce, ma anzi bonifica dai metalli pesanti. Ha usi alimentari, medicinali e cosmetici, le sue fibre producono carta di qualità, tessuti resistenti e corde. E ciò che rimane può essere utilizzato nell’alimentazione animale o per il fuoco.

Perché quindi il suo declino nel secolo scorso? Sicuramente per l’avvento delle fibre sintetiche e il proibizionismo legato alla sua varietà allucinogena. Finalmente però dal 1997 in Italia è ripresa la sua coltivazione, con sementi certificate, su superfici controllate e con sempre nuovi ambiti di impiego legati allo sviluppo che le nuove tecnologie hanno saputo farne.

Promosso da Regione Umbria, Fondazione Politecnico di Milano e sviluppato da Polifactory con Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco, nasce così Fabric-Action a sostegno della Valnerina: 11 progetti di design che sperimentano usi innovativi della canapa. Antibatterica, resistente all’umidità, termoisolante, leggera e fonoassorbente, viene posta al centro dei lavori come materia prima per un’economia a impatto zero. Nascono così strumenti musicali, pannelli isolanti, dispositivi interattivi per la purificazione degli ambienti, oggetti per l’infanzia, complementi d’arredo e perfino esperienze gastronomiche.

Esposti alla Milano Design Week, i prototipi Fabric-Action sono transitati anche per il 60esimo Festival di Spoleto, per essere infine donati al Museo della Canapa. Un progetto intelligente, che oltre a promuovere qualità e bellezza, mira anche a valorizzare la creatività e il saper fare artigiano tipici dell’Umbria.

Tutte le foto, courtesy Fabric-Action / fabric-action.org

Valentina Monti
Ottobre 2017