Arte
L’albergo diffuso che ha trasformato il concetto di lusso

“Non costruire nulla, non aggiungere nulla, non cambiare nulla, non modificare gli arredi, solo riparare e adattare ciò che c’è” (Daniele Kihlgren)

Santo Stefano di Sessanio è un piccolo borgo di 121 abitanti nel Parco nazionale del Gran Sasso, 1.250 metri di altitudine, in provincia dell’Aquila. Qui nel 1999 Daniele Kihlgren, mecenate milanese laureato in filosofia, inizia a costruire il suo personale e rivoluzionario concetto di hôtellerie. Acquistando case di pietra abbandonate a meno di 100.000 lire a metro quadro e trasformando più di un quinto del paese in un albergo diffuso da 29 camere divise tra 13 vie e piazze.

Sextantio è un progetto esperienziale volto alla conservazione del patrimonio storico minore basato su un principio che, se esteso, farebbe la fortuna di mezza Italia: l’assoluta inedificabilità e il rigoroso rispetto dell’esistente. “Non costruire nulla, non aggiungere nulla, non cambiare nulla, non modificare gli arredi, solo riparare e adattare ciò che c’è” (Daniele Kihlgren a Stefano Lorenzetto, il Giornale).

Stanze senza tv, telefoni, frigo, uniche concessioni wi fi e bagni firmati Philippe Starck; la reception era una stalla, pavimenti di sassi, cotto o legno, lenzuola e copriletti di lino e lana, ristorante a chilometro zero, botteghe d’artigianato che vendono tisane, liquori, biancheria e profumi prodotti dai laboratori del borgo. A Sextantio lavorano 25 persone con un indotto di altre 300, sono rinate così locande, bed and breakfast e la gente ha ricominciato a fare figli. Tra i tanti prestigiosi ospiti, sono rimasti affascinati dalle sue antiche atmosfere anche re Alberto del Belgio, George Clooney e Kasia Smutniak. “I viaggiatori settecenteschi del Grand Tour, penso a Goethe, inseguivano la classicità. Quelli ottocenteschi cercavano un’Italia fatta anche di italiani. I turisti di oggi sono i pronipoti di questa sensibilità, vanno a caccia del Belpaese minore” (ibidem). Considerando che in Italia ci sono 2.000 borghi abbandonati e oltre 1.500 in disfacimento, Sextantio è l’esempio di come sia possibile valorizzare il patrimonio nazionale attraverso un nuovo concetto di lusso: semplicemente facendo rivivere nel profondo la nostra cultura millenaria.

Tutte le foto, courtesy Sextantio / sextantio.it

Alessandro Di Giacomo
Ottobre 2017