Moda
La t-shirt Alitalia by Alberta Ferretti costa 168€

Riuscire a farsi strapagare una t-shirt bianca con il logo della propria azienda: capolavoro di brand awareness o follia?

L’occasione per riparlare del marchio Alitalia è stata il lancio delle nuove divise della compagnia aerea, dopo quelle disegnate da Ettore Bilotta che avevano fatto muovere anche i sindacati perché giudicate importabili e con delle imbarazzanti calze verdi per il personale femminile.

Alberta Ferretti è la stilista che ha restituito glamour al marchio appannato da anni di problemi aziendali e che, grazie a un “accordo commerciale senza esborso finanziario”, in cambio del design delle divise ufficiali ha ottenuto l’utilizzo del logo Alitalia per una capsule di tre pezzi (t-shirt, felpa e maglioncino no season acquistabili qui) che stanno imperversando su Instagram addosso a “influencer” di vario livello e sono pressoché esauriti sul suo sito.

Dopo la collezione Raimbow Week (maglioncini con scritti i giorni della settimana in inglese), la stilista ha fatto il nuovo miracolo con un marchio che non aveva nulla di glamorous fino al suo intervento.

Potere della moda? Dei social? Deriva del mondo moderno senza valori? Le domande erano già sorte quando Balenciaga mise in vendita a 1.700€ una borsa in pelle tale e quale alla classica borsa Ikea da 60 centesimi. O di recente quando il marchio Vetement (guarda caso disegnato da quello stesso Demna Gvasalia che disegna Balenciaga) vide sold out le t-shit con marchio DHL vendute a 245€ (contro i 6,5 di quelle originali, anche se diverse, vendute dal corriere sul suo sito).

In realtà, in vendita non ci sono oggetti, materiali, nemmeno il design, ma la capacità di questi stessi oggetti di raccontare una storia, delineare un mondo, tradurre una stessa parola in un linguaggio diverso. È la differenza che c’è fra vestiti e moda, fra un dipinto e l’arte: la capacità di dare significato, di trasformare l’ordinario in straordinario, il normale in desiderabile, il banale in eccezionale. Per chi lo voglia vedere (e se lo possa permettere).

Valentina Monti
4/7/2018