White Edition 3
Il Maestro della luce

Turner in mostra a Roma

TURNER. Opere della Tate è una di quelle che viene facilmente definita “mostra-evento”: per la fama del Chiostro del Bramante che la ospita, per il ritorno in Italia del pittore inglese dopo 12 anni dall’ultima volta, ma anche per il particolare punto di vista che permette di avere sull’opera di Turner. Si tratta infatti di 92 dipinti tra acquerelli, disegni, album e olii – suddivisi in sei sezioni tematiche che svelano l’evoluzione del linguaggio artistico del più grande pittore romantico inglese – selezionati all’interno del corposo Turner Bequest: il lascito, donato alla Gran Bretagna cinque anni dopo la morte dell’artista, che comprende l’intero corpus di opere custodite presso lo studio personale del pittore e realizzate nel corso degli anni per il “proprio diletto”.

_ J.M.W. Turner, A Hulk or Hulks on the River Tamar: Twilight, c. 1811-1814, gouache e acquerello su carta, 262×330 mm
© Tate, London 2018, Tate: Accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856

_ J.M.W. Turner, Sunset across the park from the terrace of Petworth House, 1827, gouache e acquerello su carta, 140×193 mm
© Tate, London 2018, Tate: Accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856

Non un semplice excursus sull’opera di Turner e sull’evoluzione del suo linguaggio stilistico teso alla sperimentazione delle potenzialità espressive della luce e del colore, ma un viaggio all’interno della sua anima, attraverso le opere che il pittore ha deciso di realizzare per sé o comunque di tenere con sé, in una sorta di scelta consapevole e artistica.
Primo maestro a far assumere al paesaggio la dignità di soggetto artistico autonomo, Joseph Mallord William Turner (Londra, 23 aprile 1775 – Chelsea, 19 dicembre 1851) nacque artisticamente come paesaggista fedele alla tradizione topografica della campagna inglese, per poi elaborare e sviluppare una sua visione più personale che trascendesse il mero realismo e lo trasformasse nell’imprescindibile punto di riferimento per le varie generazioni di pittori a lui successive, gli Impressionisti primi fra tutti.
Sostenitore della pittura en plein air, prese a viaggiare molto durante l’estate, quando realizzava disegni, schizzi e studi prospettici, per poi rilavorare e rielaborare il materiale in studio durante l’inverno.

_ J.M.W. Turner, Venice: Looking across the Lagoon at Sunset, 1840, acquerello su carta, 244×304 mm
© Tate, London 2018, Tate: Accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856

_ J.M.W. Turner, Jumièges, c. 1832, gouache e acquerello su carta, 139×191 mm
© Tate, London 2018, Tate: Accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856

L’opera di Turner esplora le categorie estetiche del sublime e del pittoresco (“a sort of delightful horror” in base alla definizione di Edmund Burke, uno degli ideologi del romanticismo inglese) proponendo paesaggi in cui le forze della natura sono preponderanti e potenti, ma non mancando comunque di esaltare il sentimento di armonia con la natura stessa, ritraendola in un sereno equilibrio.
Partito dallo studio della pittura classica e dall’utilizzo della tecnica dell’acquerello, il percorso artistico di Turner lo porterà allo sviluppo di un linguaggio artistico tutto suo, che, ponendo al centro della scena il paesaggio e sperimentando sull’utilizzo di colori e luce, ne decreta la riconoscibilità e gli assegna un posto di primo piano nella storia dell’arte mondiale.
Una ricerca che segnerà tutta la sua vita e che, nella sua parte finale, divenne sempre di più specchio del suo universo interiore, contribuendo ad abbandonare il tradizionale impianto prospettico a favore di un mondo poetico in cui le forme perdono consistenza e i colori puri diventano, con la luce, i protagonisti assoluti delle sue opere.

TURNER. Opere della Tate / 22 marzo – 26 agosto 2018 / Chiostro del Bramante, via Arco della Pace 5, Roma.
Tutte le foto courtesy Tate Gallery / tate.org.uk + Chiostro del Bramante / chiostrodelbramante.it

Valentina Monti
Aprile 2018