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K-NOW #1
ART BASEL MIAMI

2017 edition

Era il 1970 quando nell’ordinata Svizzera i galleristi Ernst Beyeler, Trudi Bruckner e Balz Hilt crearono Art Basel, la fiera di arte contemporanea e moderna destinata a diventare in pochi decenni la manifestazione più significativa del mercato artistico internazionale. 90 gallerie e 16.000 visitatori per la prima edizione, che sono divenuti oggi un successo planetario con tre sedi ed edizioni (la Basilea della fondazione, Miami Beach dal 2002 e più recentemente Hong Kong per l’espansione nel mercato asiatico).

Circa 300 gallerie per ogni appuntamento e così tante opere del XX e XXI secolo da trasformarla ogni volta nel museo temporaneo più importante al mondo.

―L'arte contemporanea diventa glamorous

Art Basel è ormai un appuntamento imperdibile non solo per i mercanti, ma anche per chi voglia capire le tendenze del momento in ambito artistico, coinvolgendo pittura, fotografia, installazioni, video, scultura, performance e ogni linguaggio utilizzato dall’arte contemporanea.

L’edizione di Miami è anche un appuntamento glamorous, legato com’è a moda e celebrities che ne fanno la figlia mondana della più istituzionale versione europea. Musicisti, attori e personaggi del jet set si mescolano a mercanti ed appassionati animando le notti e gli eventi mondani collegati alla manifestazione.

Coperta Hermès by Seulgi Lee

Sofa Louis Vuitton Bomboca / Object
Nomades limited ed. Collection

Jean-Michel Basquiat, Wire / Oilstick on paper 1983

I fashion brand hanno infatti iniziato a cavalcare il successo della fiera partecipandovi in vari modi: nell’ultima del dicembre 2017 Vuitton ha presentato il sofà Bomboca della collezione in limited edition Object Nomades, Hermès 12 pezzi delle coperte realizzate con i disegni geometrici dell’artista sud-coreano Seulgi Lee, COS commissionando un’installazione ai creativi di Studio Swine di Londra, Gucci e Prada sfidandosi con le aperture di due nuovi negozi uno di fronte all’altro e rendendoli essi stessi oggetti di design e opere d’arte. A dimostrazione che fuori dai padiglioni delle fiere, fuori dai musei, fuori dalle gallerie, l’arte diventa ancora più viva e inclusiva.

Valentina Monti