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Modelli con teste mozzate, creature aliene, cuccioli di drago e loghi anni ‘90: le infinite visioni di Alessandro Michele

Tutto è iniziato con l’invito alla sfilata: un timer arancione con il countdown allo show.

Ieri finalmente la presentazione della Collezione Autunno/Inverno 2018 in un’ambientazione chirurgica: “Ho voluto i tavoli operatori perché per me rappresentano alla perfezione l’atto creativo di inventare delle possibilità. Il mio e quello di tutti è un lavoro da chirurghi” (Alessandro Michele, Direttore creativo Gucci). E infatti la sfilata si apre con modelli con la riproduzione della loro testa mozzata sotto al braccio o creature ibride, camaleonti, cuccioli di drago, in una geniale dicotomia uomo/donna, umano/alieno.

Fluidità di genere e tocchi etnici sono ancora più accentuati che nel passato. Una collezione che segue e spinge ancora più in là il mondo immaginifico che Michele ha iniziato a disegnare tre anni fa alla guida di Gucci. Modelle e modelli spesso indistinguibili, vuoi perché gli uomini, piuttosto efebici, sono spesso accessoriati come le donne (gioielli, copricapi, strass), vuoi per l’estrema androginia di molte modelle. Compaiono rimandi alla Cina (tagli degli abiti, copricapi a pagoda), all’oriente (turbanti e veli), alla Russia (stampe e foulard strettamente legati sotto il mento a incorniciare il viso) in un mix etnico che rappresenta benissimo il melting-pot delle società moderne.

Volumi più ampi del solito, si segnalano sneakers da trekking con aggiunta di cristalli che segnano come accessorio un po’ tutta la collezione. Capelli come sempre in secondo piano, nascosti da cappelli, turbanti, passamontagna, foulard e complicati copricapi fatti di strass e onnipresenti cristalli.

Tra le citazioni, logo Gucci con font videogames SEGA, logo cinema Paramount Pictures e team della Major League di baseball Usa.

Alessandro Di Giacomo + Valentina Monti
21/2/218