Arte
La scultura di Jago

“Habemus Hominem”: in mostra a Roma anche il busto di Papa Ratzinger nudo

31 anni, di Frosinone, grande comunicativa e capacità di sfruttarla attraverso i social (250k Facebook, 38k Instagram), Jacopo Cardillo in arte Jago è uno sculture nel senso più michelangiolesco del termine. Artista a tutto tondo (ammiratene la capacità di disegno qui), la scultura è forse il suo linguaggio preferito e ne sfida continuamente i limiti e le tecniche per realizzare opere che mescolano il verismo più spinto con una capacità di innovazione formale che lascia spesso il fruitore incredulo e pieno di stupore.

Il marmo, sotto le sue mani, diventa materia incredibilmente modellabile e la sua opera è caratterizzata da un coraggio compositivo capace di veicolare potenti contenuti attraverso una cura maniacale della forma.

Il Museo Carlo Bilotti, di Roma gli dedica la mostra “HABEMUS HOMINEM”, il cui fulcro è il busto di Papa Benedetto XVI, nato completo di paramenti e talare bianca e successivamente “spogliato” fino a lasciare l’uomo nudo, a seguito della sua rinuncia al ministero papale.

Un’arte e una tecnica antica che diventano moderne grazie al talento e alla determinazione di portarle nella contemporaneità, la cifra stilistica del “togliere” che unisce il genio cinquecentesco di Michelangelo e quello di un giovane millenial.

Valentina Monti
21/2/2018