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Cultura
Barba e baffi / Campionati mondiali 2016

Tra stile Garibaldi, Verdi e Amish, guarda la gallery con i 23 look dei vincitori

All’inizio sembrava essere un affare tra tedeschi. Barbe e baffi da competizione si davano battaglia negli anni ’90 a Höfen, Pforzheim, un paio di sconfinamenti in Danimarca e Svezia. Poi nel 2003 a Carson City, U.S.A. E la competizione si accese. Da allora i cultori della peluria facciale si incontrano e si scontrano in giro per il mondo, ma i campioni sono quasi sempre tedeschi e americani.

16 categorie divise in tre gruppi: baffi, mezza barba e barba completa. Le regole sono ferree. Un millimetro in più o in meno, e sei fuori. Dal baffo naturale, che può sporgere al massimo di 1,5 cm dagli angoli della bocca e può essere pettinato ma non acconciato, alle categorie freestyle che vedono favoriti lunghissimi e pizzetti mefistofelici in centinaia di declinazioni.

Spesso si gioca sul filo dell’interpretazione: aggiungi qualche centimetro ad un Imperial moustache e si trasformerà in un Hungarian, foggia vicinissima alla Kaiser beard che a sua volta confina con i Sideburns. La World Beard and Moustache Championship è l’Accademia della Crusca della barberia. Se si vuole avere un canone, è lì che bisogna cercarlo.

― 16 categorie divise in tre gruppi: baffi, mezza barba e barba completa

Abbiamo detto che i campioni sono soprattutto tedeschi e americani (e proprio gli americani, nel 2009 ad Anchorage, proposero la diciassettesima categoria, la Whaler Beard, la barba del baleniere, di libera interpretazione purché priva di baffi), ma italianissime sono due delle categorie più ambite della competizione: la Verdi e la Garibaldi. Classiche ma difficili da replicare con precisione, la Verdi e la Garibaldi richiedono anni di applicazione e studio, sono barbe ad alto contenuto tecnico e icone indiscusse di stile. C’è chi dice che il tempo delle barbe sia finito. A giudicare dall’edizione 2016, sembra invece godere di splendida salute.

Photo Greg Anderson Photography
Guarda la classifica finale di Nashville 2016

Federico Flamminio
27/9/2016