• Maria Callas per facebook

Arte
Maria Callas Story

“L'amore è molto meglio quando non si è sposati" (Maria Callas)

Anna Maria Cecilia Sophia Kalogeropoulou, greca di New York, classe 1923. Avrebbe dovuto chiamarsi Vasili, come un fratellino morto di tifo prima della sua nascita. La madre Evangelia accettò la nascita di una figlia femmina solo giorni dopo il parto.

Determinata nel perdere peso (a 29 anni era arrivata a pesare 92 kg per 172 cm), si racconta che ingerì volontariamente un verme solitario, bevendolo in una coppa di champagne ghiacciato. A 32 anni era arrivata a 54 kg.

Collier comprato da Maria Callas e indossato per “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi, Mexico City 1951. Napoli Collezione Ragni

Passionale, si legò all’armatore greco Aristoteles Onassis. Usciti a cena, una sera l’uomo d’affari rispose a una sua domanda sul suo nuovo cappellino: “Armonia, tesoro, armonia… O ti metti un cappello più grosso, o ti tagli un pezzo di naso”.

Soprannominata la “Divina” per la sua presenza in scena e per la facilità con cui passava dal repertorio di soprano classico a quello di coloritura. Il critico Andre Tebeuf: “A differenza di altre cantanti bravissime che però cantavano da un lato e recitavano dall’altro, in lei canto e recitazione erano qualcosa di assolutamente integrato”.

Maria Callas

All’apice della carriera iniziò a frequentare il jet-set internazionale, che stravedeva per lei. Arrivò ad annullare una replica de La sonnambula al festival di Edimburgo, pur di partecipare a un ricevimento in suo onore organizzato a Venezia dalla sua amica e ammiratrice Elsa Maxwell.

La relazione con Onassis non portò mai al matrimonio. La Callas però nel 1959 rimase incinta, dando alla luce un bambino nell’aprile del ‘60, Omero, che morì subito dopo la nascita.

Ritratto fotografico di Maria Callas by Jerry Tiffany, New York 1958. Collezione Ilario Tamassia

Era molto miope, a tal punto che scambiò per un mazzo di rose un cespo di ravanelli che un detrattore, fan della Tebaldi, le aveva lanciato durante le riprese della Traviata.

Alla Callas si deve la riscoperta di gran parte del repertorio lirico italiano della prima metà dell’Ottocento, soprattutto Bellini e Donizetti. La sua capacità vocale le permise di riesumare classici usciti dal repertorio per mancanza di interpreti adeguate (memorabili il Macbeth di Verdi e Il Turco in Italia di Rossini).

Tutte le foto, courtesy Maria Callas. The Exhibition, in occasione della mostra svoltasi nel 2016 all’Arena Museo Opera di Verona. La prima dedicata alla Divina, che proprio a Verona esordì nel 1947 nella Gioconda di Ponchielli. Dopo Verona, la mostra si sposterà a Parigi, New York, Atene e Città del Messico.

Da lunedì 16 a mercoledì 18 invece sarà nelle sale “Maria by Callas”, il documentario di Tom Volf che racconta la Divina attraverso le sue lettere, i filmini e le interviste dimenticate (info qui).

Federico Flamminio
Fonte: Lucrezia Dell’Arti, cinquantamila.it.
21/6/2016