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Cultura
Cacciatori di capelli

In un paesino di montagna vicino Cuneo, un museo ricorda la tradizione secolare dei cercatori di ciocche per parrucche

“Mater artium necessitas”, o, più prosaicamente, “di necessità, virtù”. Questo potrebbe essere il motto da incidere sullo stemma del piccolo paese di Elva, perso a 1.700 metri di altitudine nelle montagne del cuneese, i cui abitanti dalla metà dell’800 e per quasi un secolo, si inventarono un modo davvero originale per migliorare la propria vita. L’inverno era lungo e gramo, per chi sopravviveva di pastorizia e agricoltura, e la leggenda narra che l’idea che cambiò le sorti di un intero paese venne a un giovane emigrato a Parigi, che venne casualmente a sapere che i capelli erano molto richiesti. Parrucche per Lord inglesi, attrici famose o anche solo per nobili teste, potevano essere realizzate solo con veri capelli, e così gli abitanti di Elva intrapresero la singolare attività del “pelassier” o “caviè”, raccoglitori di capelli.

All’arrivo dell’autunno, gli uomini partivano alla ricerca delle preziose ciocche, che valevano quasi quanto l’oro, e setacciavano le montagne del nord-est, fino al Friuli, perché i capelli delle montanare erano più forti e pregiati, e l’estrema povertà di quelle zone riusciva a vincere anche le ultime resistenze delle donne. Battendo porta a porta le cascine in campagna e le case dei paesi, i caviè proponevano tessuti e pezze come merce di scambio e raccoglievano anche “pels dal penche”, ovvero i capelli raccolti dal pettine, che le donne avevano cura di riporre in scatoline e sacchetti, nell’attesa del passaggio dei caviè.

Un’attività maschile che però alimentava anche una sorta di indotto femminile, visto che erano poi le donne a lavare, ordinare e preparare i capelli per il loro viaggio finale verso le principali città europee (Londra, Parigi ed Amburgo) e d’oltreoceano (New York e Buenos Aires). Il progresso, e l’avvento delle fibre sintetiche, resero piano piano il lavoro dei caviè anacronistico, ma nel 2006 Elva ha deciso di rendere omaggio alla singolare professione che ha reso il paese unico al mondo, costituendo il Museo dei Pels. Un modo per tramandare la memoria della capacità dell’uomo di utilizzare il proprio ingegno.

Museo dei Caviè Museo di “Pels” (Valle Maira)
Orario:
Periodo estivo: aperto tutti i giorni 9.00-12.00/15.00-18.00
Dicembre: venerdì, sabato, domenica ore 9.00-12.00/15.00-18.00 – lunedì 9.00-12.00 – dal 20 al 31 dicembre aperto tutti i giorni tranne il 25 e 26.
Ingresso: 3.00€
Indirizzo: Borgata Serre, 12020 Elva (CN)
Telefono: 0175 46710
Fax: 0175 46718

Valentina Monti
18/5/2016