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Cultura
Il luna park senza elettricità

Tra i boschi del Veneto, un parco giochi e un’osteria davvero ecosostenibili

In mezzo agli alberi, in un parco di pioppi all’interno di un antico bosco che forniva legno ai Dogi veneziani, che sorge il primo parco di divertimenti realizzato interamente a mano, con materiale di recupero e che funziona ad “energia umana”.

Il Parco giochi dell’Osteria ai Pioppi è nato per caso nel 1969, quando Bruno Ferrin, classe 1937, decide con la moglie di aprire una “frasca” (osteria all’aperto che offre cibi frugali). L’idea di costruire un’altalena per i bambini è stato il seme che ha germogliato e ha portato, quasi 50 anni dopo, a un parco di oltre 30 mila metri quadrati, che attira circa 50.000 visitatori l’anno, con 45 giostre tutte costruite a mano da Bruno (ma omologate da un ingegnere e sottoposte a continua manutenzione), e a elettricità zero perché azionate solo dalla forza generata dagli utenti. Non si paga il biglietto e non c’è sorveglianza, si chiede solo di consumare qualcosa in loco per pranzo (a prezzi assolutamente modici) e di avvisare il personale se si nota un’attrazione guasta.

Vecchi valori che rendono il Parco, con le sue giostre, ancora più vintage: proviene dal passato ma è modernissimo nella sua attualità. Immerso nella natura, che lo ha ispirato e sembra proteggerlo, è il sogno di un uomo diventato inventore per caso, che ha trovato in questa passione il senso della propria vita e ha saputo donare a generazioni di adulti e bambini, l’idea della tutela della natura e delle nostre risorse sfruttando una delle armi più potenti che ci siano: il gioco.

Valentina Monti
22/4/2016