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Moda
DR. MARTENS STORY Il filo giallo della storia delle scarpe

Nati per i soldati, indossati da operai, skins e punk, oggi must have glam dello showbitz

Questa storia è legata da un fil rouge. Anzi, giallo. Che stringa suola e tomaia di due scarpe inseparabili: stile inconfondibile, eccentriche ma ricercate, cambiate pochissimo nel corso degli anni, e anzi rimaste praticamente le stesse. I Dr. Martens.

Gli anfibi per antonomasia, indossati per più di cinquant’anni da persone di ogni livello sociale in tutto il mondo. Hanno segnato lo stile delle controculture di intere generazioni. Sono stati ai piedi degli skins inglesi, di destra e di sinistra; hanno arricchito lo stile inamidato dei mods e l’impeto di rivolta dei punk; hanno battuto il tempo dei cori da stadio, e addirittura ce n’è uno, l’Upton Park del West Ham, la cui tribuna si chiama “Dr. Martens Stand”, come se questo paio di anfibi fosse un giocatore storico o un eroe a cui rendere merito.

Nati da un’idea di un medico tedesco, il dr. Märtens per l’appunto, subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, per coniugare supporto alla caviglia e morbidezza di plantare, questi anfibi hanno spopolato dapprima in Inghilterra, grazie all’interessamento della Griggs, nota industria calzaturiera, poi nel resto del mondo. Da allora ne sono stati prodotti milioni, e ancora oggi conquistano vecchi amanti e giovani “reclute”, con il loro fascino e l’immancabile filo giallo che unisce suola e tomaia.

Oggi ne vengono prodotti in innumerevoli varianti: il classico rosso ciliegia, il nero, ma anche fluo o con borchie, impreziositi da cristalli Swarovski o in puro camouflage. Quello che resta sempre identico è lo stile che li rende immediatamente riconoscibili e che ci fa dire, come se si stesse parlando ad un vecchio amico: “Guarda un po’, anche qui siete arrivati, cari vecchi Docs…”.

Federico Flamminio
15/3/2016

Photo: favim.com / wikipedia / Dr. Martens’ blog